2009  ...ancora Pacifico

Il richiamo dei Mari del Sud è troppo forte.

Un caro amico navigatore è a Panama da solo e mi chiede di accompagnarlo nel suo viaggio.

Lo raggiungo con Massimo a Colon in Febbraio e lo accompagno fino a Papeete dove lo saluto a fine Giugno.

Vedo posti nuovi e rivedo luoghi che avevo già visto ma immutato è il fascino di Fatu Hiva dopo la lunga traversata di 3000 miglia dalle Galapagos

2010: Egeo

Anno di transizione: ho abbandonato la barca ma non il mare.

Vivo, con la mia compagna, un mese selvaggio in un isolotto delle Cicladi.

Lo esploriamo sopra e sotto acqua e ne conosciamo gli abitanti: esperienza meravigliosa anche senza barca.

2011: Dalmazia

Ospite su barche di amici, ritorno ai vecchi amori di gioventù.

Conobbi la Dalmazia la prima volta alla fine degli anni sessanta e l'ho visitata ripetutamente negli anni successivi.

Nonostante la ressa di gente e la moltitudine di imbarcazioni ho scoperto luoghi che non avevo ancora visto e dato fondo in baie senza bisogno di legarsi al gavitello.

Baie ancora scevre del turismo.

2012: Cicladi

Finalmente l'Egeo navigato come voglio io: non di corsa, non per trasferimento, non per lavoro.

Quest'anno vi ho dedicato solo settanta giorni.

Quanti anni mi serviranno per esplorarlo tutto?

2013  : il vecchio amore ritorna

Ho acquistato in Bretagna la “sorella” maggiore di Freccia. È un OVNI 385: si chiama Contigo.

Dopo un sommario assetto a La Trinità sur Mer, dove si trovava, Anna ed io siamo partiti per portarla al nuovo porto di chiamata.

Dal 30 giugno al 25 agosto : 57 giorni e 3000 miglia di percorso. Un trasferimento rivelatosi più un lavoro che una crociera ma pur sempre un’esperienza: abbiamo attraversato quattro stati e il golfo di Biscaglia, avvistato la costa africana, visto centinaia di delfini, due balene, pesci luna, tartarughe, pesci volanti, tonni, pesci spada, sule, berte, gabbiani, uccelli delle tempeste, fenicotteri rosa, tramonti infuocati, albe cortesi, giostre di fulmini. Un giorno siamo incappati col timone in un "parangaio" da dove ci siamo liberati in fretta mentre durante una notte siamo incocciati in una rete da tonnara che ci ha bloccato l'elica nel bel mezzo dell'attraversata dalla Sardegna alla Sicilia e ci ha obbligati ad un atterraggio notturno senza motore a San Vito lo Capo.

Ma soprattutto abbiamo incontrato gente.

Ed ecco ora Contigo ciondolare nella acque del porto canale di Porto Garibaldi in attesa di essere alato per lavori e migliorie…e nuovi progetti.

 

2014: l'anno di prova


Anche quest'estate abbiamo percorso oltre duemila miglia con Contigo.

Siamo scesi lungo la costa italiana per raggiungere le isole ioniche della Grecia, poi siamo entrati nel golfo di Patrasso fino alla strettoia di Corinto (186 euro per 12 metri di Contigo ) che ci ha permesso di entrare nel golfo di Atene.

 

Abbiamo scoperto che Atene è la capitale mondiale del charter nautico con una flotta di oltre cinquemila barche da noleggio! Qui abbiamo incontrato Lakis, amico di vecchia data e skipper di professione con cui abbiamo veleggiato per un paio di giorni dopodiché siamo scesi velocemente di latitudine per allontanarci al più presto dalla mischia. Solo da Monemvassia in giù abbiamo ritrovato la Grecia che cercavamo: qui non arrivano le flottiglie e le barche sono rare come in Egeo.


Abbiamo circumnavigato il Peloponneso in senso orario doppiando i tre capi e ormeggiando:

  • di poppa al moletto dei pescatori nella baia di Kiparissia, che ricorda tanto un lago alpino
  • poi nel marina incompiuto di Monemvassia, incassata nella montagna come gli antichi pueblo indiani e che appare dal mare solo all'ultimo momento quando l'occhio del navigante riesce a mettere a fuoco e  percepire le forme geometriche della cittadella in tinta unita col colore della roccia;
  • porto Kaio con le antiche fortezze Maniote dove abbiamo incontrato il Mia Placidus di Claudio e Claire, decani  fra i navigatori italiani;
  • la caraibica Elafonisos, scoperta negli anni sessanta dagli Hippy Flowers in cerca di paradisi terrestri;
  • Pylos con lo stupendo scenario all'entrata della baia;
  • infine Katakolon con la sua bella baia protetta da nord dove i navigatori solitari possono gettare l'ancora anche se arrivano di notte.

Poi su di nuovo verso le verdi isole ionie dove in più occasioni abbiamo pranzato, chiacchierato e veleggiato in coppia con Ka Ora di Vittorio e Adriana

 

A keri ( sud di Zacinto) siamo andati a "caccia" di tartarughe e poi siamo saliti a nord fino a Erikkoussa ( Merlera in italiano) in attesa del vento da sud che ci permettese di fare il salto di duecento miglia fino alla croata Cavtat, base dei megayacht dei magnati russi che approfittano del vicino aeroporto per atterrare coi loro jets personali .

Al check-in croato la Capitaneria non ci ha consegnato la famosa "vignette" che autorizza la navigazione nelle loro acque e alla nostra rimostranza hanno sorriso e risposto: "No more: we also are in.EU. !"

Poi su per l'altrettanto meravigliosa costa croata che i vecchi diportisti adriatici ancora chiamano Jugoslavia.

Sono 45 anni che la frequento assiduamente ed ogni volta scopro luoghi dove ancora non ho gettato l'àncora. "Ma lo sappiamo che abbiamo un paradiso a un tiro di schioppo subito aldilà dell'Adriatico?"

Certo il popolo slavo ha una cultura diversa da quella greca a cui noi italiani ci sentiamo più accomunati, ma lungo le coste del Mediterraneo la vita ai bordi del mare attenua le differenze tra i popoli.

A Rogoznica abbiamo conosciuto Paolo di Lord'O che si sta preparando su un Moana 30 alla navigazione  in solitario e subito dopo Stefanone fraterno amico ferrarese skipper di professione.

La nostra estate è stata meravigliosa dal punto di vista meteorologico. Solo a nord di Spalato abbiamo cominciato a incontrare qualche nuvola di troppo, la novità della pioggia e la moltitudine di lampi notturni e così abbiamo compreso le lagnanze degli amici che da casa ci messaggiavano meteo simili per tutta l'estate.

A Maracol (Unije) abbiamo avuto il piacevole incontro con Alberto e Orietta di Joria che ci hanno invitato a bere la loro ultima bottiglia di vino, segnale della fine delle vacanze.

Da Pola infatti abbiamo ri-attraversato l'Adriatico verso casa.





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